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Il Commissario Nardone

Terza puntata

Giovedì 20 settembre ore 21.10

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    Quinto episodio – LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

    Rizzo e Muraro cementano la loro amicizia mentre tengono d'occhio il barcone Angelique. Il barcone e il vicino capanno sono sotto controllo costante.
    All’alba, a Milano, un urlo squarcia il silenzio di una via. Una donna esce gridando da un portone e sviene sul marciapiede. Mezz’ora dopo la Polizia sale le scale dello stabile. Arriva Nardone accompagnato da Spitz. I colleghi avvertono: “È una strage, una mamma e i suoi tre bambini…”.
    Il primo indiziato è il marito e padre delle vittime, tale Pippo Ricciardi, di cui però non si hanno notizie da un paio di giorni.
    Nardone nota sul luogo del delitto dei particolari che lo portano ad interrogare la commessa che ha scoperto la strage. Scopre che al suo posto qualche settimana prima c’era una tale Rina Fort.
    Nardone e Suderghi raggiungono la Fort alla pasticceria dove lavora.
    L’interrogatorio della Fort si rivela essere un esercizio di equilibrismo per Nardone; la donna è forte e controllata, non sembra semplice farla cedere. Rina Fort confessa di aver avuto una lunga relazione con il suo datore di lavoro, Ricciardi, e che la storia tra loro due si sia interrotta di comune accordo.
    Nonostante la donna suggerisca che Ricciardi possa essere il colpevole, Nardone ha un orribile sospetto, e conduce la donna nella casa dove si è consumata la strage.
    Rina sembra tranquilla, non da segni di cedimento.
    Suderghi, abusato di cocaina, va da Flò. Le confessa di sentirsi preso da lei, di volere una relazione. Ma la donna ha altre mire nella vita e lo manda via.
    Nardone espone a Eliana, che nel frattempo ha preso a frequentare assiduamente, i suoi sospetti sulla colpevolezza di Rina Fort, ma è anche costretto ad ammettere che senza prove non potrà accusarla. Deve farla confessare.
    Finalmente rintracciato Ricciardi, Nardone lo sottopone a interrogatorio. Ricciardi sembra sinceramente smarrito, la moglie era una brava donna e non riesce a darsi ragione di una tale strage. A Nardone, Ricciardi confessa l’avventura extraconiugale con la Fort ma minimizza, la riduce ad una storiella sul luogo di lavoro...
    Per Nardone è arrivato il momento di far incontrare Ricciardi e Fort, vuole vedere come si comportano quando sono insieme...
    Le lunghe notti di attesa di Muraro e Rizzo vengono ricompensate: intorno all’Angelique c’è del movimento, Bosso finalmente appare.

    Sesto episodio - LA QUADRA DEL CERCHIO

    Non visti, Muraro e Rizzo seguono Bosso fino all’ingresso di una villa, di proprietà di Barone.
    Gli interrogatori in questura proseguono ma Rina Fort non cede. Per aprire uno spiraglio su quella donna misteriosa, Nardone decide di usare una tattica differente dall’assalto diretto: usa la pazienza. Si fa raccontare dell’infanzia, si mostra interessato alle opinioni della Fort, cerca di capire le sue ragioni...
    Inattesa, arriva la confessione di Rina Fort. La donna sembra essersi arresa all’evidenza e confessa di aver assistito all’omicidio, ma dà la colpa a Ricciardi – il mandante – e a un certo Carmelo – l’esecutore -.
    Ricciardi viene immediatamente arrestato e portato in questura. Ma Nardone ancora non è convinto e decide di credere a Ricciardi, che si professa innocente nonostante le accuse.
    Quando Trapani si presenta da Nardone con una vecchia foto (scovata chissà dove) di Rina Fort da giovane, in compagnia di un uomo, il Commissario decide di ricorrere all’aiuto di Flò. Scopre in questo modo che la Fort ha alle spalle una tragica storia. Da bambina ha subito ogni tipo di violenze dagli uomini e durante la guerra ha finito per prostituirsi in un bordello. Quando Ricciardi arriva nella sua vita, Rina si illude che sia il vero amore. Ricciardi va addirittura a vivere con lei. In realtà la sfrutta per mantenere il negozio. Non le dice che ha una moglie. Le promette di sposarla. Ma un giorno arriva dalla Sicilia la moglie con i tre figli, incinta del quarto. Due settimane dopo Rita è senza uomo né lavoro. Ferita, umiliata, beffata nell’intimo: perché Rina è sterile.
    Nardone torna in questura e chiede di essere lasciato solo con la Fort. La affronta alla sua maniera, le racconta quello che sa della sua vita. Rina crolla, piange, infine racconta che è stata lei ad ucciderli tutti. Né complici né complotti, solo tanta disperazione.
    Risolto il caso di Rina Fort, Nardone concentra le sue attenzioni su Bosso e Barone. Il commissario fa irruzione con la squadra nella villa di Barone ma trova il gioielliere morto, accanto alla cassaforte vuota. E’ stato assassinato da Bosso, riuscito ancora una volta a scappare.
    Segnato da tutti questi accadimenti, Nardone si reca da Eliana e le chiede di sposarlo.
    In questura tutti i colleghi brindano alla soluzione del caso Fort. I giornali parlano di Nardone e dei suoi uomini come di un gruppo imbattibile. Ma il commissario sa che non è così. Bosso gli è sfuggito. Ed è una sconfitta che Nardone non riesce a mandare giù. Il questore li raduna nel suo ufficio e annuncia che ha avuto istruzioni da Roma per comunicare che sono stati tutti promossi ad incarichi più importanti e quasi gli scappa un sorrisetto compiaciuto. Finalmente la squadra che gli faceva ombra sarà smantellata. Un treno sfreccia sui binari, a bordo c’è Bosso. E’ vestito come un damerino, e sorride mentre vede allontanarsi il confine con l’Italia...

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